#Rimontiamo!

La squadra di Governo è stata finalmente annunciata e come previsto è straordinariamente priva di politici. Una squadra che per la prima volta nella storia recente della nostra repubblica vanta il più alto numero di figure competenti e autorevoli chiamate a svolgere il proprio ruolo istituzionale. Ma vediamo nel dettaglio di cosa si occupavano prima di diventare ministri:

Corrado Passera, (ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture), è stato il più politico dei banchieri e  nel 2006 è stato tra gli artefici del processo che ha portato all’integrazione tra Banca Intesa e Sanpaolo Imi dando vita a Intesa Sanpaolo. Giampaolo di Paola (ministro della Difesa), è stato comandante di vari sommergibili, fregate e anche delle forze militari della Nato. Anna Maria Cancellieri (ministro dell’Interno), è stata prefetto, a Vicenza, Bergamo, Brescia, Catania e Genova e negli ultimi anni ha governato comuni commissariati come Bologna e Parma. Paola Severino (ministro della Giustizia) è uno dei più noti avvocati italiani ed attuale vice rettore dell’Università Luiss ‘Guido Carli’ di Roma. Giulio Terzi (ministro degli Esteri) è l’attuale ambasciatore d’Italia a Washington dove si era insediato nel 2009. Elsa Fornero (ministro del Welfare con delega alle Pari Opportunità) è sulla carta una grande esperta di lavoro, professore Ordinario di Economia Politica presso la Facoltà di Economia, Università di Torino e vicepresidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa SanPaolo. Francesco Profumo (ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca) lascerà la presidenza del Consiglio nazionale delle Ricerche assunta il 13 agosto scorso. Già rettore del Politecnico di Torino dal 2005 al 2011 rettore al Politecnico di Torino, nella scorsa primavera è stato candidato alle primarie del Pd come candidato a sindaco di Torino. Lorenzo Ornaghi (ministro per i Beni culturali) dal 2002 guida la Cattolica di Milano ed è ora al suo terzo mandato. Renato Balduzzi (ministro per la Salute), è attuale direttore dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Mario Catania (ministro delle Politiche Agricole e forestali) dal novembre 2009 è capo Dipartimento delle politiche europee e internazionali del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Corrado Clini (ministro dell’Ambiente) arriva da direttore generale per lo Sviluppo sostenibile, il clima e l’energia dello stesso dicastero. Antonio Catricalà (sottosegretario della Presidenza del Consiglio) è stato fino ad oggi Presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ruolo ricoperto dal 9 marzo 2005. Infine i ministri senza portafoglio. Enzo Moavero Milanesi (Affari Europei) È giudice presso la Corte europea di Giustizia di Lussemburgo, specializzato in antitrust, fra 1992 e 1994 rientra spesso a Roma come consigliere dei governi Amato e Ciampi. Piero Gnudi (Turismo e Sport), commercialista bolognese è consigliere di Amministrazione di Unicredit. Fabrizio Barca (Coesione Territoriale) è capo del dipartimento delle Politiche di Sviluppo del ministero dell’Economia e delle Finanze. Piero Giarda (Rapporti con il Parlamento) è responsabile del Laboratorio di Analisi Monetaria dell’Università Cattolica. E infine Andrea Ricciardi (Cooperazione Internazionale) è ordinario di Storia contemporanea all’Università degli Studi Roma Tre, noto come studioso della Chiesa in età moderna e contemporanea, ma al di là del suo impegno accademico, Riccardi è conosciuto come fondatore della Comunità di Sant’Egidio e ha contribuito al raggiungimento della pace in alcuni Paesi, tra cui il Mozambico, il Guatemala, la Costa d’Avorio.

Il Governo Monti ha 17 ministri più l’interim dell’Economia. Il Governo Berlusconi IV aveva 23 ministri. Le differenze sono: Passera ha le deleghe di Sviluppo e Infrastrutture (Romani e Matteoli); Fornero ha le deleghe di Lavoro e Pari opportunità (Sacconi e Carfagna). Scompaiono i ministri per l’Attuazione del programma di Governo (Rotondi), Pubblica amministrazione (Brunetta), Riforme per il federalismo (Bossi), Gioventù (Meloni), Semplificazione normativa (Calderoli). Nasce invece il ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione (Riccardi). Sono ben tre le donne che ricoprono ruoli importanti in questo governo, lontane anni luce dalle competenze delle ballerine del Governo B.

Come inizio non è male. Diciassette persone che appaiono preparate e competenti per il loro dicastero costituiscono al tempo stesso un sogno di speranza per i cittadini con un briciolo di cervello e un incubo per i politici. I leghisti come al solito hanno iniziato a dare di matto, troppe persone così istruite che possono prendere decisioni per il paese, rappresentano per loro un affronto alla “dignità padana”, ancora più rozza di quella berlusconiana. Gente da “trota alla cepu” magari con contorno di polenta taragna. Gente che ha minacciato autodeterminazione dei popoli, ma non ha ancora capito che la Padania non esiste. Adesso che Monti con la sua pacatezza e determinazione ha stilato una vera e propria armata di professionisti nel loro settore, cosa faranno i redneck padani? Scenderanno in strada col forcone o continueranno a percepire il loro comodo stipendio da Roma ladrona?

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