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Tiggì!.. salute!

Forse gli italiani si stanno svegliando, e questo, dopo 17 anni di puro torpore berlusconico, non può che far ben sperare anche chi come me non confidava più nell’intelligenza degli italiani. Sta dilagando una vera e propria allergia all’ informazione fasulla. Oggi infatti sono usciti i dati auditel del tg1 ed è arrivata l’ennesima grande mazzata che vede un crollo vertiginoso dello share dell’edizione serale, che scende al 16%, pari a poco più di 4 milioni di telespettatori. L’edizione delle 20 del Tg5 ha registrato invece uno share del 20,41% con 5 milioni 295 mila spettatori. Ma quello che più colpisce è il risultato del Tg3: l’edizione delle 19, con il 17,69%, ha raggiunto lo share più alto di tutti i telegiornali nazionali della Rai della serata. La gente si sarà rotta le scatole di un telegiornale che nasconde la realtà come il Tg1 o semplicemente è un tg strutturato molto male?

Bisogna dire che probabilmente l’emergenza ascolti è dovuta a una commistione di cose: il palese schieramento politico è una componente sicuramente non trascurabile, tanto che lo stesso cdr del tg1 imputa gli scarsi ascolti proprio a “una linea politica faziosa e schierata”, ma anche la mancanza di ritmo, i servizi inutili e una conduzione veramente noiosa, avranno sicuramente contribuito a fare il resto. Tutto questo però fa pensare che probabilmente il pubblico sta cercando un altro tipo di gestione dell’informazione. In Italia nessun tg Rai o Mediaset è attendibile dal punto di vista dell’obiettività. Rai1 e Rai2 sono sempre state filogovernative, mentre Rai3 cerca di bilanciare dall’altra parte. Le reti Mediaset rasentano la farsa nell’informazione grazie all’inevitabile tappettinismo del Tg5, al cabarettismo di Emilio Fede e alla patetica frivolezza di Studio Aperto, che per definirlo telegiornale, occorre davvero tanta fantasia.

Ma tutto questo ormai è un dato di fatto assodato da una ventina d’anni. Quello che fa notizia è il fatto che a questa proposta di informazione televisiva oscena, gli italiani si stanno finalmente ribellando con la loro unica arma, ovvero il telecomando. Personalmente trovo molto più piacevoli e obiettivi telegiornali come quello de La7 del buon vecchio Mentana, e SkyTg24 che da qualche tempo è approdato anche sulla tv generalista grazie al digitale terrestre e al canale Cielo (costola gratuita di Sky). Telegiornali che gestiscono l’informazione così com’è, senza opinioni, ma attenendosi alla dura e cruda realtà. Il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, dal canto suo ovviamente non commenta l’emergenza ascolti e continua a conservare la poltrona che probabilmente mai più in vita sua rivedrà nell’era post-B..

Ma ciò a cui nessuno si è ancora ribellato e che oggi sembra aver finalmente scosso gli italiani, è l’ingerenza della politica nell’informazione televisiva in un paese che si definisce democratico. Questi dati dimostrano una sola cosa, ovvero che anche chi la pensava come Berlusconi, non ne può più di vedere sostenere in maniera così lapalissiana la sua area politica fino a nascondere la realtà e in un certo senso indottrinare il pubblico, anche dopo che Berlusconi ha lasciato la presidenza del Consiglio. Ora che dopo 17 anni di berlusconismo piano piano la realtà sta tornando al suo normale corso, occorre che il Parlamento non interferisca mai più sui vertici Rai. E quale migliore momento per prendere questa decisione, se non quello in cui il timone è affidato ad un governo tecnico?

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