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Le altre di B.

La caduta di B. non è  la soluzione definitiva ai problemi dell’Italia ma contribuisce sicuramente all’eliminazione di uno dei più grandi ostacoli per il suo conseguimento. La nuova moralità, di cui B. e i suoi scagnozzi si sono vantati di aver introdotto, racchiude al suo interno l’istituzionalizzazione degli scandali sessuali e giudiziari più grandi che la storia del nostro paese abbia mai avuto, ma che non hanno sortito gli effetti politici che in un paese civile avrebbero dovuto provocare. Il miglior premier degli ultimi 150 anni, per sua stessa “modesta” autodefinizione, in 18 anni di signoraggio politico, ha contribuito semplicemente ad accrescere la ricchezza delle sue aziende, a risolvere, nascondere e minimizzare i suoi problemi con la giustizia e a regalare cariche istituzionali a destra e a manca ai più discutibili e loschi personaggi e soprattutto alle più disparate e disperate “olgettine” d’ Italia.

E’ naturale (purtroppo) che in un paese come l’Italia, un italiano medio (per mentalità) come B. ambisca ad andare al potere per difendere i propri interessi. Pertanto, seppur ripugnante per ogni persona di vera integrità morale, questo comportamento è diventato un desiderio logico e giustificato in Italia. La mentalità italiana votata alla “furbizia”, alla corruzione, e al baratto di favori di ogni tipo  è quasi impossibile da sradicare. Ma quello che non riesco proprio a spiegarmi è come milioni di italiani, dopo tutti gli scandali sessuali e giudiziari, dopo l’affossamento di tutti i principali settori economici che erano un vanto del nostro paese come imprenditoria, cultura, università, e dopo il nulla politico che ha lasciato alle sue spalle, continuino ancora adesso a giustificare B., a sostenerlo e ad essere pronti a votarlo nuovamente se non lasciasse definitivamente la politica. Quale meccanismo scatta nella testa di queste persone? Quali vantaggi ha apportato anche al più sfortunato operaio, il quale nonostante possa perdere il lavoro da un momento all’altro, continua a confidare in B.? Certo la presa che ha avuto sulle masse è stata indiscutibile, con 6 televisioni dalla sua parte sulle quali è apparso costantemente giorno dopo giorno per quasi 18 anni, in una sorta di “programma di rieducazione” simile a quello a cui si sottopone Alex il drugo in  Arancia Meccanica, era quasi inevitabile per le menti più deboli non essere ipnotizzate dalle sue invettive contro chi non la pensava come lui, dal suo tono tronfio e dalle sue ammalianti storielle, dalle sue canzoni d’amore napoletane e dal suo sorriso curato dalla sua igenista dentale che però non “operava” sui suoi denti.

Nascondere la realtà, e denigrare i suoi detrattori sono stati pane quotidiano dei media a lui affiliati. Definire “comunista” con tono dispregiativo ogni essere vivente che a suo comando non chinava la testa è stato uno dei suoi cavalli di battaglia, un’ abitutine fastidiosa che è stata inculcata nelle menti dei suoi sostenitori assumendo il significato di un vero e proprio insulto. Promettere riforme che neanche in cuor suo ha mai pensato di poter realizzare, tra cui la più eclatante, quella di sconfiggere il cancro, è stata una delle sue armi di seduzione di massa. Ma il cancro era lui, e sarà difficile debellarlo nonostante le sue dimissioni. Il B.ismo in 18 anni si è radicato in ogni fascia della società, giustificando comportamenti contrari a ogni morale civile, istituzionalizzando la bugia, votata anche in parlamento, dove 314 individui, ironicamente definiti onorevoli, hanno affermato con il proprio consenso che una ragazza marocchina fosse la nipote del presidente egiziano Mubarak.

Ma io mi chiedo, lasciando da parte per un attimo la povera gente che ha visto in B. una speranza, e che non ha una cultura tale da poter concretizzare razionalmente una propria ideologia, coloro che invece conoscono il significato dello spirito liberale di cui B. si è fatto portabandiera, credono veramente che quello che è stato il loro leader per 18 anni, abbia davvero perseguito gli ideali liberali che tanto ha professato? Qual è diventata oggi e quale sarà la convinzione di fare politica nell’era post-B.? Dopo 18 anni di B, siamo pronti per giocare in A?

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