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Il premio di ignoranza

formigoniQuando parlavi di Italia all’estero, tutti avevano ammirazione per quel piccolo grande paese a forma di stivale che ha saputo essere la culla della civiltà. Un paese dove l’arte, l’ingegno e la storia hanno consegnato al mondo un bagaglio culturale inestimabile. Un paese che un tempo è stato il centro del mondo conosciuto e che è stato maestro di pensiero e di azione per l’umanità. Oggi, grazie all’ignoranza dei potenti, alla loro insulsa tracotanza, alla loro incompetenza che va a braccetto con la strafottenza, siamo diventati quasi gli zimbelli del mondo. All’estero si chiedono come abbia fatto un popolo che ha annoverato nella sua storia personaggi come Leonardo Da Vinci, ad affidare il proprio destino e la propria amministrazione della res publica a criminali della democrazia come quelli che hanno governato e governano tutt’oggi questo straordinario paese. Non ci sono scuse, nessuno è escluso da responsabilità, chiunque di noi ha fatto o non ha fatto qualcosa, ma la cosa più imperdonabile è che li si lasci continuare a fare scempio della nostra vita. C’è gente che continua a difendere, giustificare, e appoggiare politici delinquenti, perfino quelli condannati dalla magistratura. C’è chi parla di lassismo e disinteresse da parte dei cittadini che ha causato tutto questo, ma la questione è ben più grave. In un nessun paese civile sarebbe accaduto quello che negli ultimi vent’anni è successo in Italia, dove si è legittimato un presidente del consiglio con una serie incredibile di conflitti di interesse, una condotta morale ben nota già prima della sua discesa in politica, e una condotta politica che più procedeva più recava danni al paese e vantaggi a sé stesso. Tutto questo ancora oggi sembra non avere peso per una parte non piccola degli italiani. E’ incredibile vedere come avversari politici e semplici cittadini non abbiano mai alzato la voce davanti a questi veri e proprio crimini contro la costituzione. La degenerazione è arrivata al culmine quando ministri e altri figuri sono scesi in piazza più di una volta contro la magistratura per gridare all’accanimento giudiziario contro un leader politico che si è macchiato di vari reati tra cui evasione fiscale e sfruttamento della prostituzione minorile. Credo che nessuno sceneggiatore di Hollywood sarebbe mai arrivato a pensare a tanto, eppure in Italia è successo e continua a succedere, senza che nessuno si indigni veramente, senza che nessuno prenda in mano la situazione a livello legislativo e ponga fine a questa farsa. Significativo di tanta ignoranza e arroganza da parte di una politica ormai alla deriva è un tweet del “celeste” ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, oggi niente popò di meno che presidente della Commissione Agricoltura in Senato. Il messaggio inviato con incurante baldanza recita: “Mai così freddo da due secoli” dicono le statistiche. E dove sono gli ambientalisti che ci hanno rotto i marroni col riscaldamento globale?‘. La politica in Italia non conosce la scienza e neanche la coscienza, ma segue logiche che fanno rabbrividire, e non certo per l’anomalo freddo di maggio.

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Le altre di B.

La caduta di B. non è  la soluzione definitiva ai problemi dell’Italia ma contribuisce sicuramente all’eliminazione di uno dei più grandi ostacoli per il suo conseguimento. La nuova moralità, di cui B. e i suoi scagnozzi si sono vantati di aver introdotto, racchiude al suo interno l’istituzionalizzazione degli scandali sessuali e giudiziari più grandi che la storia del nostro paese abbia mai avuto, ma che non hanno sortito gli effetti politici che in un paese civile avrebbero dovuto provocare. Il miglior premier degli ultimi 150 anni, per sua stessa “modesta” autodefinizione, in 18 anni di signoraggio politico, ha contribuito semplicemente ad accrescere la ricchezza delle sue aziende, a risolvere, nascondere e minimizzare i suoi problemi con la giustizia e a regalare cariche istituzionali a destra e a manca ai più discutibili e loschi personaggi e soprattutto alle più disparate e disperate “olgettine” d’ Italia.

E’ naturale (purtroppo) che in un paese come l’Italia, un italiano medio (per mentalità) come B. ambisca ad andare al potere per difendere i propri interessi. Pertanto, seppur ripugnante per ogni persona di vera integrità morale, questo comportamento è diventato un desiderio logico e giustificato in Italia. La mentalità italiana votata alla “furbizia”, alla corruzione, e al baratto di favori di ogni tipo  è quasi impossibile da sradicare. Ma quello che non riesco proprio a spiegarmi è come milioni di italiani, dopo tutti gli scandali sessuali e giudiziari, dopo l’affossamento di tutti i principali settori economici che erano un vanto del nostro paese come imprenditoria, cultura, università, e dopo il nulla politico che ha lasciato alle sue spalle, continuino ancora adesso a giustificare B., a sostenerlo e ad essere pronti a votarlo nuovamente se non lasciasse definitivamente la politica. Quale meccanismo scatta nella testa di queste persone? Quali vantaggi ha apportato anche al più sfortunato operaio, il quale nonostante possa perdere il lavoro da un momento all’altro, continua a confidare in B.? Certo la presa che ha avuto sulle masse è stata indiscutibile, con 6 televisioni dalla sua parte sulle quali è apparso costantemente giorno dopo giorno per quasi 18 anni, in una sorta di “programma di rieducazione” simile a quello a cui si sottopone Alex il drugo in  Arancia Meccanica, era quasi inevitabile per le menti più deboli non essere ipnotizzate dalle sue invettive contro chi non la pensava come lui, dal suo tono tronfio e dalle sue ammalianti storielle, dalle sue canzoni d’amore napoletane e dal suo sorriso curato dalla sua igenista dentale che però non “operava” sui suoi denti.

Nascondere la realtà, e denigrare i suoi detrattori sono stati pane quotidiano dei media a lui affiliati. Definire “comunista” con tono dispregiativo ogni essere vivente che a suo comando non chinava la testa è stato uno dei suoi cavalli di battaglia, un’ abitutine fastidiosa che è stata inculcata nelle menti dei suoi sostenitori assumendo il significato di un vero e proprio insulto. Promettere riforme che neanche in cuor suo ha mai pensato di poter realizzare, tra cui la più eclatante, quella di sconfiggere il cancro, è stata una delle sue armi di seduzione di massa. Ma il cancro era lui, e sarà difficile debellarlo nonostante le sue dimissioni. Il B.ismo in 18 anni si è radicato in ogni fascia della società, giustificando comportamenti contrari a ogni morale civile, istituzionalizzando la bugia, votata anche in parlamento, dove 314 individui, ironicamente definiti onorevoli, hanno affermato con il proprio consenso che una ragazza marocchina fosse la nipote del presidente egiziano Mubarak.

Ma io mi chiedo, lasciando da parte per un attimo la povera gente che ha visto in B. una speranza, e che non ha una cultura tale da poter concretizzare razionalmente una propria ideologia, coloro che invece conoscono il significato dello spirito liberale di cui B. si è fatto portabandiera, credono veramente che quello che è stato il loro leader per 18 anni, abbia davvero perseguito gli ideali liberali che tanto ha professato? Qual è diventata oggi e quale sarà la convinzione di fare politica nell’era post-B.? Dopo 18 anni di B, siamo pronti per giocare in A?

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